La pittura ad acrilico è senz’altro la più comune che in questo periodo utilizzano i pittori di questa epoca. L’acrilico è un ottimo colore se si utilizza su supporti convenzionali, come carta o tela si asciuga rapidamente. Ma se si utilizzano supporti plastici e laminati, l’acrilico diventa uno strumento imponderabile e imprevedibile, cambia il suo tempo di asciugatura, la capacità di aggrapparsi alla superficie e la sua trasparenza. Permette inoltre di intervenire sui colori anche in seconda battuta prima dell’essicazione definitiva.

Il colore crea delle pellicole sottili, dei veli di pigmento o degli spessori significativi.

L’abituale andare controcorrente di Fabrizio porta alla sperimentazione della materia e la ricerca tattile sulle superfici.

Si spinge oltre le esperienze precedenti e trova nei materiali un linguaggio innovativo.

Il trattare la materia a mani nude o con spugne naturali permette di avere tratti irripetibili o sensazioni nell’esecuzione che si percepiscono nelle vibrazioni.

Colori cangianti, tinte forti, spatolate buttate sui supporti sintetizzano tre anni di lavoro introspettivo.

La mostra di Bazzano (Livelli di Vita Natura e Movimento) rappresenta il lavoro del trienno 2011-2014.